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    un milione di... misteri...

    James Dean la battezzò “Little Bastard”, piccola bastarda e forse aveva ragione. Sulla Porsche Spider 550 il giovane attore perse la vita il 30 settembre del 1955 e, dopo la sua morte, l’auto non ha portato altro che sciagura a chiunque si avvicinasse. Copione da romanzo mozzafiato stile Stephen King come in “Christine”. Dopo la morte di James la macchina fu acquistata da George Barris, famoso in tutto il mondo per le sue incredibili creazioni di “effetti” cinematografici. Mentre veniva rimorchiata da un camion si sganciò dai sostegni e spezzò una gamba ad un meccanico.

    In seguito il motore della Piccola bastarda fu venduto ad un medico, pilota dilettante, che lo installò sulla sua auto da corsa. Durante una competizione il medico perso il controllo dell’autovettura, investì ed uccise uno degli addetti al controllo della gara. Il medico rimase gravemente ferito. Un altro pilota aveva montato sulla sua auto un semiasse proveniente sempre dalla Little Bastard ed ebbe un gravissimo incidente stradale. Un altro corridore utilizzò i suoi copertoni e rischiò di morire.

    Tra verità e leggenda, sempre legate alle parti del motore della Porsche, si sono verificate altri strani incidenti. I veri episodi possono essere verificati solo tramite i giornali dell’epoca. Ma la scia delle disgrazie non finisce qui. Mentre i pezzi del motore distribuiti tra diversi piloti provocavano morti e disgrazie, il corpo principale dell’auto “maledetta” la scocca, era nel deposito di Barris. Qualcuno racconta che un ragazzino che si intrufolò all’interno dell’auto per rubare un pezzo e si tagliò un braccio sul telaio in un modo talmente grave che i medici furono costretti ad ambutargli l’arto.

    Ed ancora. La carrozzeria ed il telaio del Porsche, nonostante che fossero solo rottami, furono utilizzati in una mostra viaggiante per una campagna sociale contro la velocità, per la sicurezza sulla strada a Los Angeles e in tutti gli Stati Uniti. Pagando 50 centesimi i visitatori potevano sedere al posto di guida e leggere una targa sulla quale era scritto “Questo incidente poteva essere evitato”. Una iniziativa meritoria , ma che presto si trasformò in un cerchio vizioso di “strani” incidenti. A Sacramento il telaio dell’auto senza alcun preavviso si staccò fracassando l’anca di un visitatore.

    Alla tappa successiva della mostra il camion che trasportava i rottami contorti della Piccola bastarda fu tamponato violentemente. Nell’urto i portelloni si aprirono e l’auto slittò all’esterno travolgendo ed uccidendo un uomo a bordo di un’ altra auto che viaggiava dietro l’autoarticolato. Giunto nell’Oregon il freno a mano del camion si ruppe all’improvviso e il mezzo frantumò una enorme vetrina di un vicino negozio. Ultimo episodio: a New Orleas, senza alcuna causa apparente la Porsche si distrusse in 11 pezzi per l’incredibile cedimento dei sostegni della pedana sulla quale era poggiata. Gli organizzatori della mostra itinerante decisero di rimandare i rottami a Los Angeles. La Bastarda fu caricata su di un treno, ma no è mai arrivata a destinazione. Svanita nel nulla.Per ritrovarla furono ingaggiati investigatori privati e fu promessa una taglia di un milione di dollari. Niente. “Little Bastard” non c’è più, come il suo biondo ed inquietante padrone, il mito, il ribelle, il sogno americano della gioventù bruciata, lui, James Dean.

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